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Tutto il resto è Italia

E’ anomala la 46esima puntata di Tolleranza Zoro, andata in onda giovedì a Parla Con Me, su Rai Tre. E’ il racconto degli ultimi giorni di campagna elettorale delle primarie in Puglia, un vero e proprio piccolo reportage – e dura più di dieci minuti, cosa che ha costretto Diego Bianchi a dividere il video in due parti (prima e seconda), per poterli caricare sul canale di YouTube. Ecco come lo racconta Diego sul suo blog: “Di Puglia e primarie, di Vendola e Boccia, di gente sola e in compagnia, di popolo e politica, di politica e popolo, verso Sud, ripartendo da Sud”.

Prima parte



Seconda parte

In più, la posta di Zoro

(visto che è in tema, uscita sabato su Il Riformista, la rubrica completa sul blog di Diego)

Caro Diego, ho visto che sei stato in Puglia nei giorni delle primarie. Che impressioni hai avuto una volta sul posto? Era prevedibile un risultato del genere?Circolo Pd Tanto A Poco

Sì, un risultato del genere era prevedibile, era nelle cose, nei fatti, nelle facce delle persone che non vedevano l’ora di votare, anche e forse soprattutto in quelle di chi sosteneva Boccia, anche in quella di Boccia stesso. Non ci voleva molto, davvero sarebbero bastate poche ore di iniziative elettorali per respirare l’aria che tirava e ossigenarsene. Mai come stavolta, e sì che di precedenti anche recenti ce ne sono stati, chi guida il Pd è stato tanto lontano da chi il Pd lo vota, da chi fa sempre più fatica a capire la differenza che passa tra voglia di contare nella società e voglia di contarsi sulla carta preventivamente per poi scoprire di aver fatto male i conti.
Non so cosa succederà a marzo, nessuno può saperlo ora, ma di certo c’è che chi ha votato Vendola, al di là della propria preferenza partitica, è convinto di vincere anche a marzo, e di convincere chi, se dovesse seguire i propri leader di riferimento, sulla carta non dovrebbe votarlo. Che poi fare politica dovrebbe essere soprattutto questo, riuscire a convincere delle tue ragioni, preferibilmente sulla base dei fatti, chi non la pensa come te.
Il tassinaro che lunedì m’accompagnava all’aeroporto di Bari ascoltava eccitato le notizie sulla vittoria di Vendola alla radio, gasandosi per le imbarazzanti percentuali. Lui aveva votato Vendola il giorno prima, alle regionali di cinque anni fa, alle primarie di cinque anni fa, e rivoterà Vendola a marzo 2010. Per il resto, ci ha tenuto a dirmi, vota Fini, Alleanza Nazionale prima, Pdl poi. A lui dei partiti interessa poco. Valuta le persone, i fatti, le ripercussioni sul suo lavoro, sulla sua vita, sulla sua città. E come lui molti altri. Il bello è che il merito di tutto ciò (di una giunta che per i suoi cittadini ha ben operato) è anche e per certi versi soprattutto del Pd-Pds (che di quella giunta ha fatto parte).
Roba da andarne fieri ed orgogliosi per molto, se solo il Pd fosse un partito normale. [...]

Microdaje del 22/01/10

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Si mormora in Fondaje di un ospite misterioso stasera sul divano rosso, dopo la Pandolfi, con un videino sul Pd delle Nevi. [FondazioneDaje]

Bonina La Prima

Ciao Zoro, ti ho visto alla Direzione regionale del Pd del Lazio di qualche giorno fa. Che impressione hai avuto?Circolo Pd Bonina La Prima

Sono andato senza sapere bene cosa aspettarmi. In mattinata avevo letto su Repubblica un’intervista a Roberto Morassut nella quale diceva abbastanza chiaramente di voler fare le primarie per il Lazio, che tempo in fondo ce n’era, e che il metodo che stava portando la Bonino a candidarsi non era democratico; tanto mi bastavaper temere momenti di caciara pugliese difficilmente giustificabili per chiunque avesse un po’ d’amor proprio.
All’ingresso vari capannelli di rappresentanti locali di questa e quella mozione congressuale s’accordavano su qualcosa, non so cosa, comunque s’accordavano, inciafrugliando e impicciando alla luce delle telecamere, tanto alla luce da sperare fosse a fin di bene. E così è stato.
Alla presenza dell’esploratore Zingaretti, il segretario Mazzoli ha presentato la candidatura Bonino ai presenti con tanto di quell’ardore da far cadere addormentato più volte Migliavacca, lì presente in qualità di “compagno del nazionale venuto a vigilare sui lavori”. Quando poi è intervenuto Morassut, l’intervista del giorno stesso è parzialmente rientrata. Ha ammesso che per le primarie è ormai tardi, ma insomma, non è così che si sceglie un candidato. Poi è stata la volta di Michele Meta, della mozione Marino, come ha più volte ricordato ai più distratti (mi chiedo per quanto tempo ancora andranno avanti con i biglietti da visita delle mozioni congressuali), il quale, oltre a ripetere a mo’ di mantra che per battere la Polverini ci sono ben 90 giorni (qualcuno gli dica che se va a votare tra 90 giorni troverà solo bidelli e scolaresche), ha detto che la Bonino è fichissima però comunque non è così che si sceglie un candidato. Col braccio ingessato è infine arrivata la Costa, che in quanto cattolica ha detto che lei e quelli come lei detteranno alla Bonino condizioni chiare e imprescindibili affinché rappresenti anche quel mondo lì, quello cattolico cattolico, e insomma, nel caso non si fosse capito, non è così che si sceglie un candidato. Ecco, lo dico anche io: non è così che si sceglie un candidato, anche perché il culo non sempre t’assiste.
Tuttavia, ignorando le modalità ufficiali di selezione della candidatura di Rutelli, mi resta forte la curiosità di sapere quale sarebbe stato il candidato scelto dall’ampia, collegiale e democratica discussione di cui tutti hanno lamentato l’assenza. [...]

[Da Il Riformista di sabato. Il resto sul blog di Diego]

Il Pd in miniatura

La quarantacinquesima puntata di Tolleranza Zoro, l’undicesima per la nuova edizione di Parla con me, in una versione di pochi secondi più lunga rispetto a quanto andato in onda. Ecco come la presenta Diego nel suo blog: “Di segretari di ritorno, regioni e candidati, di esploratori e primarie, di andare a ballare in Italia, magari per rimanerci, mettendo insieme i pezzi”

Microdaje del 15/01/10

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In Fondaje non si parla d’altro. Prima di Parla con me su Rai3, Zoro parlerà di internet con Riotta e Negroponte a 8e1/2 su La7. Parliamone [FondazioneDaje]

Ma tu cosa ne pensi di questa nuova meravigliosa figura dell’esploratore democratico?

Ciao Diego, ma tu cosa ne pensi di questa nuova figura dell’esploratore democratico? Hai capito concretamente Boccia e Zingaretti cosa abbiano fatto?Circolo Pd Vasco de Gama

L’esploratore democratico in effetti mancava alla galleria di cariche e profili che in questi due anni si sono affastellati nel Pd. Se si pensa che quella dell’esploratore è mansione totalmente antitetica nella sostanza alla mai troppo apprezzata e sempre temuta prassi delle primarie (un uomo indicato dal partito individua il candidato migliore anziché farlo scegliere dal corpo elettorale del partito stesso), davvero risulta difficile capire, e poi metabolizzare, quale sia la schizofrenica logica che guida la selezione della classe dirigente. Inoltre, il cappello d’esploratore messo in testa a Zingaretti (incaricato di trovare qualcuno che gli levasse di torno definitivamente la questua di fan adoranti che lo reclamano ogni volta si voti per qualcosa intorno al G.R.A) e Boccia (incaricato di trovare qualcuno che lo convinca di essere l’uomo giusto per prendere un’altra tranvata da Vendola) è cosa quanto meno bizzarra, per non dire offensiva, agli occhi di chi ha partecipato alle primarie del 25 ottobre. Oltre ad eleggere Bersani, le primarie erano servite anche ad eleggere svariati segretari regionali, tra cui Mazzoli, nel Lazio, e Blasi, in Puglia. Ora, un segretario regionale fresco di mandato popolare, se non viene giudicato idoneo a ricevere il mandato di esplorare nel partito e intorno al partito della sua regione, che mandati potrà mai ricevere in futuro? E che autorevolezza potrà mai avere sul territorio? Fossi uno di loro, ora come ora, esplorato nell’intimo per ragioni di forza maggiore, mi sentirei più in imbarazzo che se mi passassero addosso un body scanner.

(da Il Riformista di oggi)

Climatizzati

Caro Zoro, va bene abbassare i toni e sentirsi tutti responsabili del clima d’odio che c’è. Ma è indubbio, come dice bene Cicchitto, che non si può dire siamo tutti uguali, e che ci sono alcuni più responsabili di altri. Disturbare le manifestazioni altrui, per esempio, è un’inciviltà, e questo lo fa solo la sinistra.Circolo Pd Clima Iodio

Se ce l’avessero detto due settimane fa che la parola “clima” sarebbe stata una delle più pronunciate dai politici nostrani in concomitanza con il vertice di Copenaghen, non ci avremmo creduto ma l’avremmo considerata una piacevole conseguenza di un’episodica eco ambientalista. E invece il clima non c’entra niente, odio e amore rivaleggiano ipocritamente lanciandosi strali da pulpiti incredibilmente senza vergogna. La ricerca di concordia annunciata negli intenti natalizi dei più porterebbe a concludere che Tartaglia sia riuscito laddove ha fallito Napolitano, ma così non è, e basta poco a capirlo. Basta pranzare intorno alle 14, vedere un salotto televisivo a caso di quelli che con buona pace di ogni confusione d’interessi ancora spostano voti, e ascoltare Patrizia De Blanck e Justin Mattera dire che no, loro non perdoneranno mai Tartaglia, il tutto al cospetto di Capezzone, Alessandra Mussolini e Paola Concia che fanno sì e no con la testa. E la colpa di questo clima che porta a non perdonare è solo nostra, nostra di noi di sinistra, che nell’immaginario collettivo della libertà eravamo tutti in piazza Duomo a contestare Berlusconi.
Che se solo quei 100 avessero fatto altro quella sera, a Cicchitto sarebbe toccato prendersi qualche responsabilità. E alla De Blanck perdonare. E invece niente. [...]

[Da il Riformista di sabato, anche sul blog di Diego]

L’amore vince mpre

L’ultima puntata dell’anno a Parla Con Me, la quarantaquattresima di Tolleranza Zoro: nessun “indicatore luminoso”, le parole mozzate – che pretendono di essere tali senza se e senza ma – si rivelano nude: nza nso. Presenta il video Diego nel suo blog: “Di attentati e souvenir, di clima d’odio e mandanti morali, di parole che girano, da cambiare, per sottrazione“.

Zinne viola e mouse in mano

La 43esima puntata di Tolleranza Zoro – quasi dieci minuti in versione estesa sul web. A pendolo tra Berlusconi e Pd, tra mammona e manifestazioni – tra zinne viola e mouse in mano. Lo presenta anche Diego sul suo blog, in un post dal titolo Malarazza (Modugno e Roy Paci la cantano, nel video): “Di bombe atomiche e pentiti, di popolo viola e mammona, di comunisti e ventunesimo secolo, per l’alternativa, per le dimissioni, per esserci”.

Più o meno tutto sul No-B Day dopo il No-B Day

Ma lo sai che i movimenti non hanno mai concluso niente?Circolo Pd Purple Haze

Non so se definire o meno un movimento quello viola di sabato scorso, né ho mai pensato che potesse essere il popolo viola a costringere Berlusconi alle dimissioni. E però, dopo esserci interrogati per tanto tempo sull’incomprensibile torpore che per anni ha attanagliato l’opinione pubblica al cospetto delle gesta berlusconiane, ora che qualche fetta di popolo sembra episodicamente destarsi facendo lavorare gli anticorpi, non ci si può lamentare del fatto che ciò avvenga.
Di certo sabato c’era tanta gente, molta meno del milione vantato dagli organizzatori, molta di più dei 90mila zippati dalla questura, ma la gente era tanta. E quel che mi ha favorevolmente sorpreso era che si trattasse di gente per lo più priva di eccessi e meno etichettabile del prevedibile, allegramente consapevole, questo sì, di trovarsi al centro di un evento scomodamente anomalo. I tanti politici assiepati a vario titolo nel retropalco consegnavano ai presenti un’immagine plastica di ritardo, di affaticamento, di ricerca d’appigli per tornare credibilmente tra la gente che ormai, in varie forme e con risultati altalenanti, tende sempre più spesso a fare da sé. A cosa porterà in concreto tutto ciò, lo ignoro. Ma avendo solo margini di miglioramento, direi a niente di negativo.

[da il Riformista di sabato, anche sul blog di Zoro]

Più o meno tutto sul No-B Day prima del No-B Day

Caro Zoro, hai visto che Veltroni ha detto che sabato “più gente va, meglio è”? E pure Verini ha confermato l’orientamento veltroniano in un’intervista al Riformista. Sono molto contenta, e dispiaciuta che Bersani e i dalemiani restino a casa. Tu?Circolo Pd Noi B Day

Sono contento anch’io delle parole di Veltroni, di quelle di Verini e di quelle di quei dirigenti di partito che sabato parteciperanno alla manifestazione. Tra le giravolte della Bindi, l’intervista di Letta di a da in con sul processo di Berlusconi, e la tarantella bersaniana sulla potabilità delle parole d’ordine della manifestazione, la sensazione di questi giorni è stata sempre più quella di un deja-vu. Le stesse cose, più o meno, avvennero prima della manifestazione di Piazza Navona di luglio 2008, quando soprattutto grazie all’assenza del Pd si liberò spazio per oratori poco rappresentativi dei tanti elettori del Pd comunque presenti. Prima di quella manifestazione Veltroni disse: “Non partecipiamo a manifestazioni che non abbiamo contribuito a promuovere e i cui contenuti non condividiamo. Non ci invitiamo a quelle degli altri. Se partecipiamo, visto che siamo un partito di una certa dimensione, discutiamo della piattaforma. Non manifestiamo a gratis”. Eccezion fatta per la gratuita questione del giusto compenso per manifestare, sono più o meno le parole usate da Bersani in questi giorni di vigilia del No-B Day.
Sono stato a Piazza Navona, e andrò a San Giovanni sabato, ragion per cui sono contento che Veltroni, e molti con lui, sembrino aver cambiato idea su questo genere di eventi. Se poi avessero il buon gusto di riconoscerlo, l’adesione sarebbe ancora più credibile e apprezzabile.

[altro sul No-B Day sul blog di Diego, sabato su Il Riformista]

Durante l’intervallo, che si fa?

Caro Zoro, non ho capito. Ma tu alla manifestazione del 5 dicembre, il No-B day, adesso che il Pd ha organizzato mille piazze per l’alternativa da riempire la settimana successiva, ci andrai lo stesso?Circolo Pd – Scendi Giù Manifesta Pure Tu

Manifestare serve, come serve riempire le piazze e dare finalmente visibilità a tragedie personali e collettive, frustrazioni di popolo e buon senso represso e dignità calpestate. Manifestare dà il polso della situazione, e non è un caso se adesso le manifestazioni sono millemila e organizzate da chiunque (dagli ultras ai contadini) e fino a qualche mese fa non se ne trovavano con altrettanta facilità. La tarantella del Pd sulle piazze antiberlusconiane non la capii ai tempi di Piazza Navona, non la condivido adesso. Certo, col senno di poi hanno ragione tutti, ma se tu non partecipi, poi non puoi lamentarti che chi partecipa al posto tuo non sia bello e bravo e rispettoso proprio come saresti stato tu.
A me che Di Pietro vada ad una manifestazione formalmente organizzata dalla rete contro il costante tentativo di Berlusconi di sovvertire ogni elementare regola di diritto per la propria sopravvivenza politica, pare normale e al tempo stesso poco interessa. E che ci vadano tanti elettori del Pd, è fisiologico, direi salutare e inevitabile. Poi, si può essere contro Berlusconi e la sua politica, e al tempo stesso “per l’alternativa”. Una cosa non esclude l’altra, una cosa rafforza l’altra. Motivo per cui mi dispiace che non siano previste al momento manifestazioni nell’intervallo tra il 5 e l’11 dicembre. Per come stiamo messi, andrei volentieri anche a quelle.

(Da Il Riformista di sabato scorso – anche sul blog di Diego)

Rigurgiti e pannolini (merda? pure)

La 42esima puntata di Tolleranza Zoro – quasi dieci minuti in versione estesa sul web. Al centro di tutto: Fini, e la stronzeità. Ecco come lo presenta Diego sul suo blog: “Di scorie congressuali, piazze, segreterie giovani, tutor protettivi e rimescolamenti necessari, di folgorazioni e discriminazioni, di stronzi e più stronzi, di posizioni da riconquistare e parole semplici da trovare, di destra e sinistra, se possibile per bambini”.

Zoro sopra Berlino

La quarantunesima puntata di Tolleranza Zoro, è andata in onda giovedì scorso a Parla Con Me – sul web in una versione di circa due minuti e mezzo più lunga (tutta la parte sul processo). Ecco come la racconta Diego sul suo blog: “Di cadute dal cielo e cadute di muri, piazze e popoli, processi brevi e tessere ultras, sindacati e contadini, ad un niente dal mollare”. Buona visione.

Circolo Pd Vincitori Morali

Ciao Diego, ti ho visto all’Assemblea Nazionale del Pd. Che impressione ne hai avuto? Cosa è successo di rilevante? Siamo partiti con il piede giusto? – Circolo Pd Vincitori Morali

Il rosso di moquette e scenografia ha sostituito il verde della vecchia nuova stagione, e il particolare apparentemente marginale è bastato da solo ad allietare l’inizio giornata di parecchi delegati. Bersani ha confermato di essere l’uomo più antimediatico del mondo, saluta il pubblico col braccino corto, guarda per terra mentre a stento bofonchia “grazie”, concede zero alla folla e molto nell’uno contro uno, a tal punto da sembrare tutto studiato, tanto è il rigore nel tentativo di dare la sensazione di cercare la sostanza e fuggire l’apparenza. Il suo discorso d’apertura è stato così pregno, ma così pregno, ma così pregno, che verranno messi presto in circolazione vaccini utili a sostenere l’impatto di quelli futuri. La chiusura invece è stata a braccio, diretta, vagamente incazzosa, pane al pane, vino al vino, che lui è buono e caro, ma ad aver la moglie ubriaca e la botte piena chi rompe, inevitabilmente, paga. Per il resto, Marini ha sbroccato all’improvviso reclamando bottoni da schiacciare, più per Fioroni che per sé, al che Franceschini, che il suo posto da capogruppo ce l’ha, s’è subito smarcato dalla morsa marsicana, sorridendo in pubblico, incazzandosi per l’imprevisto dietro le quinte. Marino invece era felice, continua a divertirsi e si è autoproclamato vincitore morale,cosa che so bene, da romanista, quanto valga meno della metà di niente, sì e no tanto quanto un posto da vicepresidente. Ma Marino è al primo campionato. Temo capirà presto quanto conti vincere davvero.

[Da Il Riformista di sabato scorso - anche sul blog di Diego]

Circolo Pd Tradizionalmente In Croce

Caro Diego, cosa ne pensi della sentenza europea sul crocifisso da togliere dalle nostre aule scolastiche? E della dichiarazione di Bersani? – Circolo Pd Tradizionalmente In Croce

In casa non ho neanche un crocifisso appeso, e però la sua visione, nelle case altrui o in luoghi pubblici, non mi ha mai disturbato. E’ però anche vero che non ho mai pensato a quanto potesse disturbare il prossimo mio, più o meno per il semplice fatto che il prossimo mio, nel 99% dei casi, è stato per tanto tempo uno che il crocifisso lo venerava molto più di me che non ho neanche fatto la comunione. Ma le cose cambiano, e per quanto ci si opponga al mondo, prima o poi anche i nostri politici, da La Russa a Bersani, dovranno farsene una ragione.
Non considerare l’opportunità di separare ciò che è “pubblico” da ciò che è “privato, concentrandosi su quel che è “tradizione” vs ciò che è “trasgressione”, così come per altre faccende di più bassa lega, porta ad essere inopportuni, a volte addirittura offensivi. Quando qualcuno dal mondo di cui sopra ce lo fa notare, raramente riusciamo a convincerli delle nostre eventuali ragioni.

[Da Il Riformista di sabato scorso - anche sul blog di Diego]

La mela in bocca

E’ su Youtube in un’edizione di circa un minuto e mezzo più lunga rispetto a quanto andato in onda giovedì scorso a Parla con Me, è il quarantesimo video di Tolleranza Zoro. Lo presenta Diego sul suo blog con un titolo appropriato e influenzale “Febbre a 40″: “Di ricatti e influenza, di candidature e anticipazioni, di tradizioni inoffensive e video compromettenti, con la febbre alta, in attesa della cura”.

Mo so’ cazzi tua

E’ su Youtube in un’edizione di circa due minuti più lunga rispetto a quanto andato in onda venerdì su Parla con Me, l’ultimo videino di Tolleranza Zoro (il trentanovesimo). Come scrive Diego sul suo blog: “Di popolo e primarie, in coda nonostante tutto, tra gazebo e sezioni, a cercare un leader, per ritrovare se stessi”.

Gazebao

Che impressioni hai avuto della giornata delle primarie?Circolo Pd Sei Milioni In Saccoccia

Quando la mattina sono andato a Piazza Zama e ho visto la fila di vecchi al gazebo (una fila molto lunga, che i vecchi sono tanti tanti tanti), stupidamente, infantilmente e fragilmente, mi sono emozionato, e nell’emozionarmi, ovviamente, mi sono incazzato con me stesso per non aver ancora sviluppato per intero gli anticorpi giusti per proteggermi dalla tentazione degli affetti. A quel punto ho cominciato a girare per sezioni e gazebo, gazebo e sezioni. A Porta San Giovanni c’era D’Alema che stazionava vigile a presidiare il collegio, sotto il sole, senza sudare né scottarsi. A Via Crema un tazebao di tessere della Democrazia Cristiana finiva con quella del Pd. Moro e De Gasperi mi guardavano bonari. Negli uffici del suo comitato Marino mi ha comunicato le meraviglie del risultato di Riace.
Per strada Rosy Bindi ha chiamato Prodi al telefono, poi ha brindato nello stesso ristorante dove in un’altra sala mangiavano pizza i mariniani delusi. Mi ha stupito che i due tavoli non si siano uniti. A notte tarda, in un pub, Bersani interpretava Stalin, bevendo birra. E tant’è.

[Da Il Riformista di sabato scorso - anche sul blog di Diego]

Microdaje del 31/10/09

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dite la verità: tra trans, polverine e culetti d’oro vi siete già dimenticati delle primarie. Questa sera ve le racconta Zoro a Parla con me [FondazioneDaje]

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